NOKIA al bando!

Dopo varie esperienze con i terminali NOKIA, alcune positive altre meno, l’ultima è stata tragica. Ho acquistato un N900, sistema operativo Maemo (derivato da Debian), alle spalle Nokia, pensavo fosse una garanzia, anche perchè dagli annunci maemo avrebbe dovuto diventare il SO di tutti gli smartphone NOKIA del prossimo futuro. Invece no! Mi è bastato qualche giorno per capire che era una colossale presa in giro.

Funzionalità telefoniche e di messaggistica lontane anni luce da quelle già presenti in Symbian (per stare in casa Nokia), marketplace inesistente o quasi, con il quasi che era limitato al porting di applicativi già esistenti in Linux, ma totalmente avulsi dalla filosofia che un applicativo per un device mobile dovrebbe avere.

Qualche mese dopo Nokia annuncia in pratica la morte di Maemo a favore di Meego, sistema operativo che avrebbe dovuto nascere (oramai il condizionale è d’obbligo) dalla fusione degli sviluppi tra Maemo e Moblin (sistema linux sponsorizzato da INTEL).

In pratica: totale abbandono del progetto dopo aver fatto uscire il primo terminale annunciato come l’iphone killer.

Non mi si venga a raccontare che l’N900 è stato presentato come un tablet e non come un telefono, balle, hanno annunciato così il prodotto perchè sapevano che anche la parte telefonica e di messaggistica era acerba se non addirittura incompleta.

E in questi giorni…. TADA!!!!! Nokia sceglie Windows Mobile quale piattaforma principale per i propri smarth phone quindi addio a tutto, Symbian, Maemo, Meego, QT, ma quanti soldi ha speso per non avere in mano nulla?

Se lo avessero chiesto a me, dopo due giorni gli avrei detto che il loro progetto era già nato morto, ma si vede che avevano mandato in produzione qualche migliaio di terminali e via! Una spolverata di marketing e qualche deficente (me ad esempio) se lo prende. Meno male che io ho usufruito di un po’ di sconti e non l’ho pagato molto, ma se penso ai poveretti che lo hanno preso a prezzo pieno…

Ora unica nota positiva il tonfo in borsa di NOKIA -10% giusto per far capire a tutti come al di là delle parole per NOKIA l’annuncio equivale a dichiarare il proprio fallimento nel settore degli Smart Phone.

NOKIA, al bando!

IONICE: come limitare i processi troppo avidi di I/O disco

Vi è mai capitato di vedere il vostro server o desktop, diventare improvvisamente poco reattivo (o anche del tutto congelato) e scoprire che un processo stava accedendo senza particolare riguardo al disco, causando di fatto un rallentamento allarmante della macchina? Beh a me sì, molte volte.

Si riconosce questa situazione dal livello percentuale di CPU in Wait State (WA nel top).

Su macchine desktop ci si ritrova nei guai con tutte quelle operazioni che lanciate da shell coinvolgono file (o directory) di grosse dimensioni, quali copia, tar, zip/unzip, split, merge (cat nome* > nomefinale). Se le operazioni vengono lanciate da interfaccia grafica il problema non si pone, ma da shell, sono dolori. Provate ad esempio a lanciare uno split di un file da 50Gb in file da 4 Gb per poterli copiare su un disco esterno con filesystem FAT32, dopo poche decine di secondi il vostro pc divenerà praticamente inutilizzabile.

Quando mi è capitato la stima verso linux mi è caduta sotto il livello del suolo, ma come sempre dopo poco mi sono detto che era probabilmente questione di mia ignoranza e non colpa del mio amato sistema operativo e in effetti così è, c’era da dubitarne?

Così dopo un po’ di tempo (ma poco davvero) speso a disturbare “google consulting” (insomma dopo un paio di link restituiti dalla ricerca) ecco la soluzione: ionice.

Qui potete trovare un bell’articolo sull’uso del comando:

http://friedcpu.wordpress.com/2007/07/17/why-arent-you-using-ionice-yet/

per i pigri e per quelli che sono allergici all’inglese alcuni veloci esempi di uso:

obbligare un processo ad accedere al disco solo se nessun altro processo lo richiede:

ionice -c3 -ppid (dove pid è il process id del processo che vogliamo limitare nell’uso del disco)

le classi di priorità sono tre:

  • 1 = real time
  • 2 = best effort (accetta come ulteriore parametro la prioritè espressa da 0 massima a 7 minima) questa con priorità 0 (quindi la più elevata) è la classe  standard per i processi al loro lancio
  • 3 = idle

Attenzione a settare la priorità di accesso al disco un processo a 1, perchè in questo caso fino a che il processo in questione non ha terminato le attività su disco TUTTI gli altri processi saranno “freezati”

esempi:

> ionice -c2 n0 tar -cf file.tar /home/myhome

esegue un tar della propria home sul file file.tar con classe di esecuzione 2 (best effort) e priorità 7 quindi abbassa la priorità del processo.

> ionice -p3456

restituisce la classe e l’eventuale priorità per il processo 3456

Per mia esperienza per i processi che devono fare elaborazioni non urgenti su disco, se non si vuole perdere velocità di risposta del sistema, la classe da usare è la 3.

Visto che i processi ereditano la priorità del processo padre quando lanciamo la shell sarà sufficiente lanciare un ionice per la shell appena aperta e tutti i comandi lanciati verranno eseguiti con classe pari a quella impostata per la shell.

Come farlo in modo semplice? Semplice! Basta ricordare che la variabile $$ ritorna il PID della shell, a questo punto basterà il semplice comando:

>ionice -c3 -p$$

e tutti i comandi lanciati da questa shell avranno classe IDLE

NOTA: ionice funziona solo se la versione del kernel in uso è > 2.6.13

NOTA2: ionice funziona solo se lo scheduler per il device (HDD) è il CFQ ma è in pratica il default per i kernel 2.6 quindi non dovrebbero esserci problemi

Ubuntu 10.04 Lucid Lynx, i miei primi ritocchi

Bene, magari a qualcuno interessa mi sono detto, così ecco come ho personalizzato il nuovo Lucid Lynx.

Innanzi tutto io installo il sistema in inglese, mi sento più a mio agio, però non sopporto la presentazione della data all’anglosassone e l’ora in AM PM. Per risolvere questo inconveniente basta rivolgersi al popolo anglosassone più latino che ci sia: gli irlandesi, quindi andare in System->Admiinistrator->Language support->Text da qui scegliere English (Ireland) e poi cliccare sul bottone Apply System-Wide, ora la data è nel formato “italiano” ovvero giorno/mese/anno.

Per l’ora indicata nel pannello superiore del sistema invece bisogna cliccare con il tasto destro del mouse->preferences->Clock Format->24 hour format. Fatto.

Altra cosa che a me proprio non adava giù nel tema di default Ambiance: il titolo finestra dello stesso colore della barra menu, un mono colore, mi sembra troppo massiccio, quasi tozzo, dopo un po’ di prove ho scelto il bordo New wave, ho così un bordo bicolore, ma ho mantenuto tutte le caratteristiche che del tema ambiance gradivo pannelli scuri, menù scuri, quei bordi arancioni, i bottoni di gestione finestra a sinistra, ma i bottoni new wave mi piacciono di più, bene così per ora.

Ubuntu 10.04 Lucid Lynx, oh nooooooooo

E così, incapace di resistere, alle 23 del 30 Aprile, eccomi a lanciare un bel dist-upgrade sul notebook acer di casa (eh a sto giro non ho intenzione di sperimentare l’upgrade con il pc di lavoro, eh no! Ho resistito a non installare la beta o le RC apposta per non creare casino.. figrati se mi lascio fregare dalla release ufficiale, si sa mai), scarica, installa, pulisce, riavvia, tutto bene.

Subito da dire che a me “il signor abitudine”, trovarmi i bottoni di gestione delle finestre spostate a sinistra proprio non va giù, ma avendo avuto un mac per un po’ di tempo, e avendo riconosciuto, con un po’ di pratica che quel posto è più logico, perchè sopra al menu file, quindi nella zona della finestra dove si va più spesso, beh decido di non spostarli almeno per un po’.

Si passa ad aggiornare il notebook di lavoro, che per mille motivi, anzi per uno solo, è un Vaio con le sony seghe nel bios e nella gestione dell’HW, che un anno e mezzo fa non era supportato dal kernel, monta una ubuntu 9.10 che ho leggermente customizzato, con grub beta, script vari, più una serie di accorgimenti per contenere il consumo di energia e raggiungere le 4 ore di autonomia in batteria.

Scarica e visto che tutto il mondo stava aggiornando, si interrompe più volte, eh beh pazienza, basta dirgli di ricominciare e lui da bravo ricomincia da dove si era fermato, bene, arriva alla fine inizia la sostituzione dei pacchetti, errore, conferma chiudi e patatrack, notebook morto, segmentation fault, errore in libc6 (mica fichi). Oh noooooooooooooo!!!

Così mi armo di pazienza e via! Salva la home installa da zero (e in fondo meglio così installo la 64 bit, file system EXT4 così spremiamo ancora un po’ di performance, vedi che tutti i mali non vengono per nuocere), importa la home, per prima cosa importa i profili di firefox e thunderbird, fatto il notebook è di nuovo pronto a fare il suo dovere.

Solo che non è stato così rapido, la mi home è di 44 Gb, quindi tar da 44 Gb o tgz da 28 (a spanne tenendo conto di quante foto ci sono, sono un backup, ma mai toccare i backup, appena li tocchi qualcuno cancella anche l’originale, è scientifico). Disco esterno da 320 Gb, spazio a volontà, sì peccato che sia un fat32, filesize max 4 Gb…. preistoria. Si procede quindi con il tar, poi uno split in file da 2 gb, via tutto su disco esterno, alla fine copia dei frammenti sul hdd del notebook e cat xa*>davide.tar, estrazione della home.

Bravo ben fatto, vorrei un po’ più di performance dal disco, ma accontentiamoci, dove metto sta home temporanea?? Beh mettiamola in /tmp, bravo bell’idea… e invece NO. La tmp è proprio tmp e tutto il contenuto viene svuotato ad ogni boot, ma porca di quella @@##@.

Così ora mentre scrivo, sto importando di nuovo i frammenti etc.. passaggio obbligatorio per riavere tutta la mia home al suo posto.

Comunuqe devo dire che io e l’upgrade di ubuntu tanto d’accordo non andiamo, cosa sia successo non l’ho capito bene, durante l’upgrade facevo altro, magari avrei fatto meglio a prestare più attenzione a qualche messaggio.

Note positive? Beh ora il kernel supporta tutti i bottoni extra del Vaio, si è risolto un problema che era nato con la 9.10, che mi obbligava a disconnettere e ricollegare tastiera e mouse USB dopo l’avvio, altrimenti si freezavano. Thunderbird 3 mi piace, solo per questo valeva la pena di passare a questa versione. Gestione del multi monitor finalmente ben funzionante.

Cosa non va: la gestione della doppia scheda video non fa il suo dovere, e dopo aver spostato il cursore sulla nvidia, ora la nvidia non si spegne e quindi i consumi saranno tornati alle stelle.. e va beh, ci penseremo nei prossimi giorni, tanto ho sei mesi per sistemare tutto prima che esca la 10.10 e io di sicuro anche se la mia Lucid sarà “perfetta” non resisterò e mi lancerò quanto prima nell’upgrade! E poi con la 10.10 verrà rilasciato Gnome 3.0, magari non cambia nulla… ma chi resiste al dubbio? Io no!

MIRO: Video Player, sì ma che player!

Visto che non scrivo praticamente mai, qualcuno potrebbe anche pensare che quando lo faccio è proprio perchè ne vale la pena… beh no, non ne sono convinto io per primo, ma…. ma in questo caso invece sì!

Ho scovato questo video player MIRO, che chiamo video player per farvi capire cos’è, ma è davvero un programma ben fatto per fruire dei video presenti in internet, sia da scaricare, che in streaming, che .torrent, in maniera nuova. Una specie di iTunes, ma con la possibilità di scaricare e poi visualizzare video sparsi per la rete o seguire podcast etc..

Insomma andate a scaricarlo e provatelo. Secondo me è geniale e con un’interfaccia veramente bella, comoda e funzionale.

Ottime capacità di playback anche a tutto schermo.

Basta, via andate, qui: MIRO VIDEO PLAYER !

Pausa pranzo

Beh uno deve pure mangiare, ma perchè farlo male, di corsa e senza gusto? Da quando, un paio di giorni alla settimana, sono fisso in p.zza Velasca, non trovando nulla di particolarmente appetitoso nelle immediate vicinanze, mi sono preso la briga di girovagare alla ricerca di qualche locale che avesse qualche cosa in più da offrire.

Gironzola e gironzola e un giorno ecco spuntare un paio di tende rosse, ma del rosso giusto, inclinate, ma con la giusta inclinazione, mi avvicino e orpolina, dietro ad una vetrina una ragazza con una grossa e rossa affettatrice, un banco di ingredienti, due forni al quarzo e tante piadine, ma anche un banco di gastronomia pieno di cibarie, molto invitanti, un cartello con i panini del giorno che non sono mai i SOLITI panini.

Entro ordino il panino del giorno e gusto, gusto, altro che, se gusto. Finalmente.

Gaastronomia Civelli, specialità panini.

Siamo in c.so Italia a Milano, il sig. Civelli con il cappello da cuoco è lì presente, ci mette la faccia oltre al sapore e così la moglie e almeno due figli, bello così, mi piace.

Beh spendi un po’ di più che non ai baretti stile catena di montaggio, ma vuoi mettere? Ne vale la pena, altro che se ne vale la pena.

Quindi se passate e avete un po’ di appetito, o non avete voglia di cucinare a casa, fate un salto in questo angolino di Milano che propone ancora qualche sapore vero.

Per chi si muove solo sulla mappa ecco dov’è:

Civelli – Google maps

Ci voleva un francese per recensire una gastronomia italiana, mah. (quello che l’ha fatto su google, non io, io non sono francese, nemmeno un po’)

Buon appetito!